bolizzare

0 - 0.00

Nessun prodotto nel carrello.

Categoria: Intestino

  • Home
  • Categoria: Intestino
18Luglio 2024

Intolleranze Alimentari

Le intolleranze alimentari: cosa devi sapere
Hai notato come negli ultimi tempi siano molto più diffuse le intolleranze alimentari? O ti sei mai domandato perché tante persone soffrano di questi disturbi ora più che mai? Ebbene i motivi sono svariati:
1. L’alimentazione oggigiorno presenta delle grosse mancanze nutrizionali, che si ripercuotono sulla salute del nostro organismo. Infatti frutta e verdura a causa delle coltivazioni intensive, dell’impoverimento dei suoli e del peggioramento dello stato dell’aria, hanno perso gran parte delle proprietà nutritive che presentavano anche solo 50 anni fa.
La cultura per il cibo ipercalorico ma a basso valore nutrizionale si è ampiamente diffusa e parallelamente l’utilizzo per comodità di cibi altamente elaborati e ricchi di conservanti aggravano la situazione.
2. Inoltre quello di oggi è un mondo che è sempre di corsa, non ha tempo da dedicare al cibo, il pasto è sempre meno un momento di convivialità e di benessere, è più un dovere o un abitudine. Questo influisce molto sulla qualità della digestione e di conseguenza sul benessere di un organismo.
3. Infine, una volta che ti accorgi di avere dei disturbi o sintomi legati al consumo di particolari cibi, la preoccupazione principale è quella di eliminarli o ridurli senza andare a fondo sulla causa scatenante, accontentandoti di migliorare la situazione o imparare a conviverci.
Partiamo dai sintomi…
Le intolleranze alimentari si identificano come disturbi che compaiono nel tempo ( sino a 72 ore) dopo l’assunzione di determinati alimenti con la comparsa di svariate sintomatologie:
sistema nervoso: cefalee, depressione, scarsa concentrazione, astenia (stanchezza e debolezza);
apparato gastro-enterico: diarrea, meteorismo, Morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile;
cute: orticaria, eczema, psoriasi, acne;
apparato muscolo-scheletrico: crampi, dolori articolari.
Come si può vedere i sintomi sono molto svariati e possono essere fraintesi con qualche altra patologia, motivo per il quale spesso un’intolleranza alimentare passa inosservata per molto tempo o non viene correttamente diagnosticata. Per fare questo esistono dei Test diagnostici ben precisi.
Le intolleranze più frequenti
Al glutine: è una delle intolleranze alimentari più diffuse, viene considerata malattia autoimmune, a causa della risposta immunitaria che scatena il corpo contro se stesso in seguito all’assunzione di glutine. Esiste una percentuale di predisposizione genetica alla malattia e spesso causa disturbi intestinali acuti.
Al lattosio: questa forse è la più diffusa al mondo, è attribuibile alla mancanza dell’enzima lattasi nell’adulto, fondamentale per la digestione del latte e dei suoi derivati. Esiste anche in questo caso un’eventuale predisposizione genetica.
Linee guida generali
Quando si sviluppano parecchie intolleranze alimentari (solitamente si parte dallo sviluppo di una sola ipersensibilità ad un preciso alimento per poi sfociare in una comparsa di vari sintomi con cibi diversi) deve essere interpretato come un campanello d’allarme da parte del nostro corpo. Spesso infatti una condizione del genere è la dimostrazione che il nostro intestino non riesce a funzionare al meglio e i giusti nutrimenti non vengono assorbiti correttamente.
Quindi la causa non è l’alimento in se, ma il fatto che il tuo intestino non stia lavorando bene perché magari la sua flora batterica è alterata. Devi sapere infatti che nella norma esso è popolato per l’85% da specie batteriche probiotiche che aiutano il regolare funzionamento dell’organismo e per il restante 15% da specie potenzialmente patogene. Quando queste proporzioni variano in modo consistente la permeabilità intestinale si altera e si sviluppano facilmente reazioni allergiche.
E’ importante di conseguenza agire a questo livello, mediante l’assunzione di probiotici e di integratori fitoterapeutici per risanare la flora intestinale, e poter permettere l’assimilazione di tutti i nutrienti di cui il tuo corpo necessita.
Non è escluso quindi che, una volta sistemata la funzionalità intestinale, i sintomi comparsi per un’intolleranza alimentare si attenuino o addirittura scompaiano nel tempo.
Va ricordato però che per ristabilire il giusto equilibrio tra flora batterica aerobia e patogena, ci vuole pazienza… si parla di almeno 3-4 mesi a seconda della condizione di partenza seguendo un’alimentazione corretta e un’integrazione specifica, adatta alla risoluzione di questo disturbo.
22Maggio 2016

Intestino, un organo fondamentale. Perché?

Piccola lezione anatomica
L’intestino è un organo anatomicamente distinto in due tratti, il primo viene detto intestino tenue, il secondo è dato da quello crasso.
Quest’organo può essere considerato il proseguimento dello stomaco e infatti anch’esso è coinvolto in diversi processi digestivi. Come lo stomaco infatti è fondamentale per l’assorbimento di sostanze nutritive. Per fare questo l’intestino ha una forma
Quest’organo può essere considerato il proseguimento dello stomaco e infatti anch’esso è coinvolto in diversi processi digestivi. Come lo stomaco infatti è fondamentale per l’assorbimento di sostanze nutritive. Per fare questo l’intestino ha una formavilli intestinali1 particolare: tutta la sua superficie interna è caratterizzata da piccole estroflessioni dette villi, la cui presenza fa in modo di aumentare la superficie intestinale, aumentando di conseguenza anche la sua capacità digestiva e di assorbimento.
A livello intestinale il nostro organismo riesce a completare la digestione degli amidi (elemento presente nella pasta, nel riso e nelle patate) e dei grassi, mentre nello stomaco si completa la digestione delle proteine.
La flora batterica, un elemento essenziale
Moltissimi microrganismi di diversa natura colonizzano il nostro intestino e sono fondamentali per il nostro benessere. Essi possono essere batteri (sia specie anaerobie, ossia che vivono in assenza di ossigeno e sono i bifidobatteri; sia aerobie, per la sopravvivenza dei quali è necessario l’ossigeno, questi sono i lattobacilli), funghi e virus. Tra i batteri si possono contare più di 400 specie diverse.
Potrebbe venir naturale pensare, come possono convivere in armonia altre specie viventi nel nostro corpo? Ebbene esiste un rapporto di buona convivenza tra loro e noi che viene chiamato simbiosi attraverso il quale entrambi gli organismi traggono vantaggio.
Le diverse specie batteriche iniziano a colonizzare il nostro intestino fin dalla nascita, esse sfruttano il materiali non digerito che fornisce il nostro corpo (l’ospite) per poter vivere e in cambio svolgono funzioni molto utili per noi:
La disbiosi
Quando i rapporti tra la flora cosiddetta “buona” (batteri aerobi) e quella patogena si modificano, si crea un’alterazione della flora intestinale. Si chiama disbiosi la condizione per la quale si ha un’eccessiva proliferazione di batteri “cattivi” a scapito degli altri.
Per una condizione ottimale la flora intestinale dovrebbe essere costituita per un 85% dai probiotici* e per un 15% dai batteri potenzialmente patogeni.
In caso di disbiosi può essere compromessa la funzionalità dell’intestino, il quale quindi inizia ad assimilare anche sostanze indesiderate e a non essere una buona barriera provocando nel tempo lo sviluppo di intolleranze o nel peggiore dei casi allergie e malattie autoimmuni.
La condizione della flora intestinale per di più influenza la capacità di affrontare situazioni di stress.

Sintomi

Di solito in caso di alterazione della flora batterica i sintomi più comuni sono gonfiore, meteorismo, aerofagia, dolori addominali, stipsi, diarrea; ma possono anche essere mal di testa o problemi alla pelle (acne, dermatiti, eczemi, psoriasi).

Quali possono essere le cause?

– Alla base può esserci un’alimentazione scorretta, ricca di alimenti industrialmente elaborati e di zuccheri. Tali cibi non fanno altro che infiammare e alterare la flora.
– Essere sottoposti a stress psicofisici o sostenere una vita troppo frenetica può provocare un peggioramento della condizione intestinale appunto per il grande legame che c’è tra cervello e quest’organo.
– L’abuso di farmaci a sua volta può minare la stabilità della microflora.

Come puoi tornare alla condizione ottimale?

E’ possibile ristabilire una flora equilibrata seguendo diversi accorgimenti, come ad esempio eliminare il più possibile nell’alimentazione di tutti i giorni gli zuccheri e quei cibi che ne contengono grandi quantità, poiché i batteri si nutrono principalmente di zucchero per poter proliferare. Inoltre anche pasta, patate, riso e pane peggiorerebbero la condizione intestinale quindi sarebbe opportuno limitare anche questi alimenti. Al contrario è auspicabile mangiare molta verdura, poiché ricca di fibra.
Infine sarebbe necessaria l’integrazione di probiotici* e prebiotici* per ristabilire il regolare equilibrio della microflora.

GLOSSARIO:

*Probiotici: microrganismi non patogeni presenti negli alimenti o aggiunti ad essi, in grado di apportare un beneficio alla salute dell’uomo.
*Prebiotici: Sostanze presenti negli alimenti che non vengono digerite dall’uomo e che servono a nutrire i batteri che costituiscono la flora batterica.